sabato 8 dicembre 2012
martedì 4 dicembre 2012
Ubisoft annuncia il primo contenuto scaricabile di Assassin's Creed III
- Due costumi per giocatore singolo: la leggendaria uniforme del Capitano dell’Aquila e il costume tradizionale coloniale dell’Assassino.
- Due personaggi multigiocatore: la temuta Giubba Rossa e il letale Cecchino.
venerdì 30 novembre 2012
FAR CRY 3 (PC/PS3/XBOX360) - La Nostra Recensione
Far Cry 3 è ambientato in un arcipelago dell'Oceano Pacifico, dove il nostro protagonista Jason Brody ed un gruppo di amici stanno trascorrendo una vacanza da sogno, tra lanci col paracadute, corse con le moto d'acqua e nuotate in acque cristalline. Come spesso accade in questi casi, l'idillio è destinato a durare ben poco e Far Cry 3 non fa eccezione. Il gruppo verrà infatti rapito da un gruppo di Pirati narcotrafficanti, capitanati da Vaas, un vero e proprio psicopatico che per i ragazzi ha in mente una macabra sorte. Jason riesce in qualche modo a fuggire dalla sua prigionia aiutato dal fratello Grant, che morirà poco prima di mettersi in salvo. Per sua fortuna, Jason incontra Dennis Rogers, un membro dei Rakyat, che promette a Jason di aiutarlo, a patto che aiuti a sua volta lui ed i Rakyat a sovvertire l'ordine vigente sull'isola. Jason non può far altro che accettare ed intraprenderà un viaggio folle non solo nell'isola ma anche dentro sè stesso, in quella che i Rakyat chiamano Via del Guerriero. Nonostante una storia del genere abbia numerosissimi rimandi cinematografici e non (due esempi fra tutti il The Beach di Danny Boyle o Lost, che ci è subito saltato in mente durante uno dei trip psichedelici del protagonista), ci appassioniamo immediatamente alle sorti di Jason e degli altri, il che è un'ottima molla per proseguire.
La storia non può reggersi tutta sulle spalle del protagonista, ma fortunatamente abbiamo un buon numero di comprimari su cui fare affidamento: oltre ai nostri amici e Dennis incontreremo tra gli altri il Dottor Alec Earnhardt, che fornirà a Jason dei medicinali molto particolari e Citra, donna piuttosto misteriosa, su cui non vogliamo anticiparvi nulla. Oltre a loro c'è ovviamente Vaas, che impareremo ad odiare fin da subito e che ci invoglierà costantemente a farlo fuori. Tra i personaggi principali di Far Cry 3 merita indubbiamente una menzione anche l'isola: possiamo esplorarla liberamente ammirando la lussureggiante vegetazione, le spiagge, i piccoli accampamenti, oltre ai templi ed altre piccole costruzioni sparse lungo tutta la sua superficie ed anche sott'acqua, dove potremo di tanto in tanto immergerci per trovare tesori, reliquie o altri oggetti rari (facendo naturalmente attenzione agli squali..).
Il titolo mescola infatti, oltre a elementi da FPS ed elementi da Free Roaming, una spruzzata di GDR ed alcune caratteristiche riprese da franchise di successo. Un'operazione del genere presenta solitamente molti rischi, dal momento che gli elementi possono risultare poco amalgamati o addirittura essere fuori luogo. Fortunatamente è successo un pò come in Darksiders, dove i rimandi a serie famose erano continui ed evidenti, ma erano coerenti con il mondo di gioco creato, col personaggio e con la storia che si voleva narrare. Tutti elementi che ne hanno decretato il successo sia di critica che di pubblico. Andiamo quindi a vedere cosa dovremo fare e come sull'isola Rook. Partiamo dal tatuaggio: quando Jason si risveglierà nella capanna di Dennis, si ritroverà con un tatuaggio sull'avambraccio sinistro: il Tatau, che contraddistingue i guerrieri Rakyat.
Questo tatuaggio verrà completato man mano che procederemo con l'avventura. Ogni azione che compieremo ci frutterà infatti un certo numero di punti esperienza: salendo di livello verremo ricompensati con un punto abilità da spendere in uno dei tre "rami". Ogni tecnica appresa contribuirà ad aggiungere elementi al tatuaggio, che rappresenta un airone, uno squalo o un ragno a seconda delle abilità che vorremo sviluppare. Quelle dell'Airone sono orientate sul combattimento a distanza e sul movimento, quelle dello Squalo sull'assalto e la cura, mentre quelle del Ragno sulla furtività e la sopravvivenza. Come in Borderlands 2, la scelta di propendere per una o per l'altra strada impatta notevolmente sul gameplay e sul modo in cui dovremo approcciarci alle missioni. Personalmente ho scelto di sviluppare le abilità che esaltano un approccio stealth, data la semplicità d'uso del coltello e dell'arco: spettacolari ed incredibilmente efficaci se utilizzati in maniera opportuna. La componente stealth è rimarcata anche dagli indicatori simili a quelli visti recentemente in Hitman 2 che compariranno qualora saremo nel cono visivo dei nemici, che ci renderanno ricercati na volta riempiti e dai loro pattern di pattugliamento da studiare per capire il momento opportuno in cui intervenire. La mappa di gioco è enorme ed esplorabile completamente fin dal primo momento, anche se questa pratica non è consigliabile visto che dovremo viaggiare praticamente "alla cieca". Per rendere visibili infatti nuove porzioni di mappa, dovremo liberare le frequenze delle 18 antenne sparse per l'isola (come accade con le torri di Assassin's Creed). Nelle porzioni di territorio liberate avremo perciò tutti gli elementi visibili sulla mappa, agevolandoci notevolmente gli spostamenti.
Liberando le zone della mappa scopriremo anche gli avamposti dei pirati (ce ne sono ben 48), riconoscibili dal fumo nero e da una bandiera rossa sventolante. Riuscire a conquistare questi avamposti significa sbloccare tutta una serie di attività extra in quella zona e renderla controllata dai Rakyat, agevolandoci nei nostri spostamenti da un punto all'altro dell'isola, oltre a renderle destinazioni per il viaggia veloce, assolutamente fondamentale in un gioco talmente vasto. L'operazione di conquista degli avamposti e le missioni in generale vanno affrontate con una certa pianificazione, visto che un avanzamento ad armi spianate ci porterà a morte (quasi) certa. Per organizzare meglio i nostri assalti avremo a disposizione la nostra macchina fotografica, che ci consentirà di "marcare" tutti i nemici, distinguendoli anche per tipologia, o svelandoci zone sensibili dell'area, come la gabbia di una tigre, che, se liberata, potrà svolgere il lavoro sporco al posto nostro. Oltre a questi aspetti, che potremmo definire "secondari", hanno ovviamente importanza fondamentale le missioni che costituiscono l'ossatura della trama principale: sono complesse e ben strutturate, oltre ad essere spesso e volentieri, spettacolari e ricche di colpi di scena. La gestione di questo tipo di missioni deve avvenire in maniera sempre piuttosto prudente perchè qualora i Pirati si accorgano della nostra presenza, chiameranno i rinforzi, che arriveranno in massa rendendoci le cose decisamente più difficili.
Tra le attività collaterali di cui ci occuperemo, quelle che svolgeremo con maggior frequenza saranno la raccolta di erbe e la caccia, attività che andranno ad "incasellarsi" nella sezione crafting: le erbe infatti ci occorreranno per creare delle siringhe, che utilizzeremo per curarci o per attivare delle abilità temporanee che ci aiuteranno durante il combattimento coi nemici o quando dovremo vedercela con la fauna dell'isola. Le pelli degli animali che avremo ucciso durante le nostre battute di caccia e successivamente scuoiato si utilizzeranno invece per migliorare il nostro inventario: aumentare gli slot disponibili nello zaino, le munizioni o le granate trasportabili. L'attività di caccia ricorda per certi versi quella di Red Dead Redemption, è stata ben implementata e nonostante possa apparire semplice può presentare dei rischi, come ad esempio cacciare un innocuo tapiro che nella fuga ci porta dritto dritto tra le fauci di una tigre che non si lascia sfuggire l'inaspettato bocconcino. Gli spostamenti da una parte all'altra dell'isola avverranno ovviamente tramite i numerosi veicoli, che comprendono oltre alle classiche vetture, tra gli altri anche gommoni, moto d'acqua ed un fantastico deltaplano. Il modello di guida è divertente, molto arcade e rende estremamente piacevole affrontare anche le gare sparse per l'isola che ci frutteranno un cospicuo bottino in caso di vittoria. Non è ancora finita perchè potremo anche avventurarci alla ricerca delle reliquie, delle memory card, delle lettere perdute e degli innumerevoli forzieri oppure affrontare alcune missioni mordi e fuggi commissionate dai Rakyat, come ad esempio l'uccisione di un ricercato, il trasporto di medicinali da un punto all'altro dell'isola o la caccia di una determinata specie animale.
Bisogna ammettere che di tutte le attività inserite nel pacchetto, queste ultime micro-missioni sono poco riuscite e piuttosto ripetitive, tanto che se non ci fossero state non se ne sarebbe sentita la mancanza, data la già di per sè enorme mole di cose da fare. Il comparto single player, insomma, ci terrà impegnati per moltissimo tempo: una ventina di ore sevogliamo seguire solo la trama principale; 40 0 più se vogliamo completarla al 100%. Ma non è finita, perchè come in ogni titolo del 2012 che si rispetti, anche Far Cry 3 ha una sezione multiplayer, suddivisa in cooperativa e competitiva. La cooperativa ci presenta una trama parallela rispetto a quella principale ed è ben implementata e stimolante da giocare. Il multiplayer competitivo presenta le ormai classiche modalità come deatmatch a squadre e conquista. La particolarità consiste nelle diverse abilità che possono essere attivate e che si rifanno a quelle del single player e la raccolta di dati che vengono decriptati tra una partita e l'altra. Purtroppo in titoli di questo tipo consideriamo il multiplayer competitivo più come un semplice riempitivo che come la portata principale, rendendolo una modalità da provare un paio di volte e niente più.
Realizzando Far Cry 3, Ubisoft ha indubbiamente imparato dagli errori commessi col secondo episodio della serie ed ha fatto enorme tesoro dell'esperienza maturata con la serie di Assassin's Creed offrendoci un titolo dalle innumerevoli qualità, sia tecniche che (soprattutto) di gameplay. Dopo le città d'arte italiane e le città americane, ci catapulta in un Paradiso tropicale pronto in ogni momento a trasformarsi in Inferno, raccontandoci una bella storia con personaggi principali carismatici ed ottimi comprimari. I pochi difetti non vanno assolutamente ad intaccare un prodotto impressionante, che va a posizionarsi di diritto a fianco a Red Dead Redemption come miglior free roaming degli ultimi anni e tra i migliori titoli di un 2012 che sta lentamente volgendo al termine. Must buy!
Voto: 9/10
martedì 27 novembre 2012
Info sull'eShop di WiiU
Nano Assault Neo – 81 MB
Chasing Aurora – 103 MB
Little Inferno – 114 MB
Mighty Switch Force! Hyper Drive Edition – 525 MB
ESPN Sports Connection – 1645 MB
Game Party Champions – 1719 MB
New Super Marios Bro.s U – 1733 MB
Your Shape: Fitness Evolved 2013 – 1913 MB
Trine 2: Director’s Cut – 1941 MB
Nintendoland – 2852 MB
Madden NFL 13 – 4840 MB
Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge – 5443 MB
ZombiU – 5737 MB
Sonic & All-Stars Racing Transformed – 5898 MB
Rabbids Land – 7383 MB
EA Sports FIFA Soccer 13 – 7490 MB
Disney Epic Mickey 2: The Power of Two – 7522 MB
Darksiders II – 9574 MB
Sing Party – 12 GB
Just Dance 4 – 15 GB
Warriors Orochi 3 Hyper – 16 GB
Assassins Creed III – 17 GB
giovedì 22 novembre 2012
Le 10 cose che odio di questa generazione di giochi.
Ebbene si, visto che ci stiamo avvicinando sempre di più al fatidico giorno in cui verrà ufficialmente decretato il Game Of The Year del 2012 (naturalmente anche noi di Videogiocare eleggeremo il nostro) mi sembra giusto fare un po' di classifiche. Classifiche di ogni genere, che possano esprimere un poco le mie opinioni su questo convulso mondo dei videogiochi.
Il più delle volte non è consentito dare ad un certo gioco un voto inferiore ad un tot pena l'esclusione dal circuito delle copie promo che occorrono per le recensioni. Molte software house vogliono una copia della recensione con tanto di voto e se ciò che il recensore scrive non è di loro gradimento si viene rimossi dal giro e basta. Altre volte invece sono gli stessi recensori che quando devono scrivere di un titolo troppo importante vivono la cosa con un certo timore reverenziale e si trovano così a dare voti che non sono esattamente obbiettivi.
Quando negli anni '90 usciva un gioco che riscuoteva un discreto successo, tutti sapevano che di lì a breve avremmo visto la comparsa un suo sequel. La cosa era in un certo senso gradita al pubblico che (allora) non faceva altro che presentarsi nella sala giochi di fiducia e spostare la sacchettata di monetine quotidiane da Street Fighter 2 a Super Street Fighter 2. Con l'avvento delle home console questo fenomeno ebbe una lieve flessione e salvo qualche sporadico titolo (delle saghe più importanti) il fenomeno dei sequel fu limitato. In questa nuova generazione di console si è passati dal semplice concetto di sequel a quello di saga. Giochi che nascono come trilogie ancora prima di sapere se piaceranno. La maggior parte delle volte va bene, ma spesso capita (come nel caso di Too Human) che il primo dei giochi della serie floppa di brutto ed il progetto viene cancellato lasciando quei poveri fessi che hanno avuto la costanza di arrivarci in fondo con l'amaro in bocca perchè non sapranno mai come va a finire la storia.
Quando però il titolo va bene e la trilogia arriva alla sua naturale conclusione, le software house sono alquanto restie a rinunciare al titolo che tanto prestigio e tanti dindini ha portato nelle loro tasche e quindi ecco i prequel. Storie ambientate anni prima del primo capitolo in cui vediamo (più o meno) gli stessi personaggi da giovani e in cui ci vengono raccontati degli antefatti utili a comprendere meglio la storia. Poi naturalmente escono i sequel dei prequel e qualche volta addirittura un prequel del sequel del prequel. Ormai è praticamente impossibile trovare un titolo che non abbia un numero in copertina o che non sia comunque legato ad un altro.Purtroppo questo porta ad un appiattimento assoluto del mercato che non offre più titoli nuovi ma solo la stessa minestra riscaldata all'infinito. Inoltre l'ultima grande tendenza del mercato sono le collection HD. Vale a dire titoli della scorsa generazione rimasterizzati in alta definizione e venduti per nuovi a quei poveri nostalgici che magari si farebbero volentieri una partita al vecchio Metal Gear Solid 2 . Questo perchè ormai le idee sono finite e si deve ricorrere a quelle già usate per offrire ai giocatori più esigenti titoli validi.
Quando esce un gioco nuovo, cioè che non fa parte di una saga, in genere può appartenere a due categorie: i capolavori o i flop. I capolavori sono quei giochi molto pubblicizzati o sviluppati da case molto importanti e generalmente hanno una scala di voti che parte dal 8 e va in su. I flop invece sono i giochi normali che però fanno schifo. Vuoi per un problema di giocabilità, vuoi per una storia che non piace praticamente a nessuno o vuoi per un problema di bug che affligge il titolo in tutta la sua totalita'. Tralasciando i capolavori, di cui già ho parlato nel punto 8, è invece interessante il discorso relativo alle altre 2 categorie. Un gioco che prende 7 e' considerato dalla maggior parte dell'utenza appena passabile....ma 7 e' in realtà un signor voto. Basta pensare allo studente medio che per prendere una media del 7 venderebbe madre, padre e sorella. Molto spesso capita di giocare titoli di questo tipo per curiosità o perchè consigliati da un amico e il più delle volte arrivare alla fine di questi giochi ci da una soddisfazione maggiore rispetto a tutti gli altri. Questo perchè un gioco che prende 8 o 9 mi crea un certo tipo di aspettative che,nella maggior parte dei casi, vengono tradite e quindi pur giocando un bellissimo ed appassionantissimo titolo mi ritrovo un po' insoddisfatto. Un gioco che prende voti più bassi può essere invece una sorpresa continua e tutti i difetti che ci trovi dentro sono comunque dettagli, visto che da un titolo che prende un 6 non ti aspetti certamente l'eccellenza videoludica che ti aspetteresti da un Call of Duty.
La longevità di un titolo è molto spesso determinata da quanto appassionante sia una delle componenti dello stesso. Ci sono titoli come Skyrim che tengono i giocatori incollati allo schermo per più di 200 ore data la enorme quantità di ambienti esplorabili, e titoli come God of War che una volta esaurita la trama non offrono molti spunti per essere rigiocati se non la voglia di portare a termine la lista degli obbiettivi o dei trofei (ma di questo parleremo dopo). Gli sviluppatori hanno perciò pensato di inserire nei loro giochi anche una componente multiplayer in modo da tenere i giocatori attaccati al titolo per qualche ora in più. Questa idea non sarebbe nemmeno sbagliata, il problema è che spesso le componenti multiplayer vengono sviluppate male o in maniera completamente illogica. Cosa che ci porta a ignorare completamente quella parte del titolo . Purtroppo l'aggiunta di componenti multiplayer viene spesso utilizzata come palliativo per poter sviluppare un gioco più corto del normale (spesso per carenza di idee). Esistono titoli come Call of Duty che fanno del multiplayer il loro maggior punto di forza e inseriscono una trama (davvero molto bella in tutti i titoli della serie) molto corta per accontentare anche coloro che non amano molto il multiplayer. In un titolo sparatutto di guerra come questo è assolutamente normale e giusto che la cosa funzioni così; ma in un titolo come Assassin's Creed che invece fa della narrazione la sua maggiore attrattiva, che senso può mai avere una componente online oltretutto sviluppata in maniera nemmeno troppo geniale? Inoltre recentemente si sta abusando delle componenti online in titoli che vivrebbero molto meglio senza di esse mentre viene quasi del tutto ignorata in giochi che invece ne trarrebbero grosso vantaggio. Esempio lampante è quello di Dragon's Dogma di Capcom che sarebbe stato il titolo perfetto da giocare in cooperativa con altri 4 amici. Invece il titolo è solo single player e l'unica componente online consiste nello scambio di Png tra giocatori che e' utile ma non divertente.
Oltre poi alla parte multiplayer questa generazione ci ha lasciato in eredità anche i dannatissimi trofei/obbiettivi. Giocando infatti, sia online che offline, ci viene richiesto di compiere determinate azioni che se portate a termine sbloccano nel caso di Playstation delle medaglie chiamate trofei e nel caso di Xbox dei punti chiamati obbiettivi. Completando tutte queste sfide si puo' ottenere un trofeo di platino sulla macchina Sony o mille punti su quella Microsoft. Lo sblocco di questi achievement e' assolutamente inutile ai fini del gioco ma molti giocatori amano avere nel loro profilo questa sorta di gratificazione personale.Numero 4, DLC, Marketplace e servizi online:
La grande rivoluzione apportata da questa nuove generazione di console e' stata sicuramente la nascita dei servizi online legati alle nostre macchine da gioco. In passato ci avevano gia' provato sia SEGA, che aveva inserito un modem 56k nella sua Dreamcast, sia Microsoft, col prototipo di xbox live sulla prima Xbox, seguite poi in modo alquanto maldestro da Sony con un servizio online pessimo per play2. Quel tipo di Online pero' permetteva solamente di giocare ad alcuni titoli sviluppati appositamente come il leggendario Phantasy Star Online della macchina SEGA o i vari Halo, Mechwarrior e Rainbow Six di Xbox.
Quando idearono questa nuova infornata di macchine da gioco sia Microsoft che Sony pensarono bene di avvicinare il più possibile il mondo delle console a quello del PC che ormai faceva dei servizi Online il suo maggior punto di forza. Ecco allora nascere PlayStation Network e rinascere XboxLive in una forma molto più definita e strutturata. Il principio di base è quello semplice del download di contenuti aggiuntivi , il rilascio di patch e ultimamente anche il download di giochi interi grazie al servizio di digital delivery.
Se da una parte questa novità ci ha permesso di avere tutti i vantaggi che i giocatori PC potevano godersi da anni (quali il rilascio di correzioni ai vari bug, o l'aggiunta di nuovi livelli), ha portato anche alla peggior speculazione possibile. I vari contenuti aggiuntivi vengono infatti venduti a prezzi esorbitanti facendo leva sulla voglia dei giocatori di avere sempre di piu'. Ecco allora le varie Skin per le armi, i vestiti aggiuntivi per il nostro protagonista o per i comprimari ed anche alcuni pacchetti interi contenenti avventure o mappe online. Da un certo punto di vista la cosa non è assolutamente criticabile dato che lo sviluppo di nuove componenti di un gioco richiede tempo e denaro, ma ci sono casi eclatanti che ai giocatori proprio non vanno giu'. Simbolico fu ciò che accadde con Assassin's Creed 2 dove due capitoli del gioco vennero appositamente rimossi dal prodotto finito per essere poi venduti separatamente dopo alcuni mesi. O come accade spesso nei picchiaduro (specialmente quelli marchiati Capcom) in cui nel disco sono già presenti molti più personaggi di quelli che sono effettivamente giocabili e che vengono sbloccati solamente tramite l'acquisto di codici online. Altra grave pecca che è diretta conseguenza della precedente, e' stata quella dei giochi incompleti. Sempre più spesso vengono infatti rilasciati giochi mal realizzati o sviluppati in fretta e furia senza il dovuto betatest, tali giochi vengono, di fatto, testati dagli utenti i quali poi si vedono uscire decine e decine di patch correttive che aggiustano quei bug che avrebbero altrimenti reso ingiocabile il titolo. Esempi lampanti sono i vari sandbox Bethesda come Oblivion e Fallout o il recente Mass Effect 3 di Bioware.
C'e' poi una sostanziale differenza tra il servizio Online di Sony e quello di Microsoft. La casa giapponese infatti ha scelto di lasciare gratuito il proprio servizio online e di creare una membership a pagamento che serve unicamente ad ottenere sconti speciali sui prodotti presenti nel market o addirittura alcuni giochi completi in regalo. Microsoft invece esige un abbonamento Gold per il gioco online, rendendo quindi inaccessibile il servizio di gaming multiplayer a coloro che non vogliono sottostare al "pizzo" richiesto dalla Software House di Redmond . Inoltre le offerte presenti sullo store di quest'ultima sono nettamente inferiori a quelle che invece sono settimanalmente aggiornate su quello di Sony.Ultimo punto (questo vale solo per i PC ma sono sicuro che a breve il morbo si estenderà anche alle console) è la scioccante nuova invenzione delle Beta a pagamento. Creando infatti un enorme Hype intorno a certi titoli soprattutto i Mmorpg (Massive Multiplayer Online Role Playng Games), generano negli utenti una voglia smodata di giocare questi titoli il più presto possibile. A quel punto circa 7-8 mesi prima del lancio del titolo vendono il gioco in beta a prezzo pieno consentendo ai poveri gonzi che ci cascano di giocare un titolo sviluppato a metà e nel frattempo non sono costretti a pagare per la fase di betatest che occorrerebbe per ottimizzare il gioco. I giocatori infatti segnalano i bug e riportano ciò che secondo loro non funziona nel titolo. Naturalmente al termine del periodo di Betatest (che poi sono all'incirca 3 o 4 week-end in 7 mesi), tutti i personaggi , tutte le caratteristiche e tutto il gioco viene resettato e si ricomincia daccapo.
Numero 3, I Pass Online:
La nuova tendenza (leggi truffa) inventata dalle varie SH e' il cosiddetto Pass Online.
Nella scorsa generazione di console due Playstation su 3 erano modificate ed in grado di leggere giochi masterizzati e la stessa cosa valeva anche per le Xbox. Grazie all'inserimento del servizio online le case produttrici delle nostre macchine hanno potuto, con dei costanti aggiornamenti software e firmware, bloccare quasi totalmente il fenomeno della pirateria. E' infatti molto rischioso modificare la propria console ed accedere ad internet in quanto vi è la quasi matematica certezza che 1) il nostro account venga bannato 2) La nostra console venga "bruciata" e resa cosi' inutilizzabile (realtivamente ad i servizi online ovviamente). Si è allora diffuso a macchia d'olio il mercato dell'usato. Sempre più spesso infatti i giocatori acquistano titoli usati pagandoli molto meno di quanto costerebbero nuovi. Alle case produttrici questo non piac,e dato che il loro guadagno è totale solo nel caso di vendita di copie nuove. Si sono quindi inventati il Pass Online ovverosia un codice monouso che rende possibile il gioco online. In caso di mancanza di questo codice, il gioco sarà utilizzabile solo in modalità single-player. Ovviamente i Pass Online sono acquistabili anche nei marketplace delle varie console al "modico" prezzo di 9.99 €. A chi non importa di giocare online questo non fa ne caldo ne freddo, ma è ben chiaro che in giochi come Fifa o Call of Duty l'assenza della modalità multiplayer rende il prodotto più che monco.Vera grande piaga di questa generazione sono i maledettissimi Motion Controller, accrocchi che attaccati alla nostra console permettono di utilizzare, non più dei normali joypad, ma il nostro corpo per giocare.
Primo prototipo di questo scempio videoludico fu Eyetoy, una piccola telecamera che agganciata alla PlayStation 2 rendeva possibile interagire con alcuni piccoli giochi dedicati. Naturalmente si trattava per lo più di giochi da bambini quali: colorare lo schermo, colpire dei piccoli ninja che comparivano ai bordi del nostro televisore e giocare ai quiz game con la nostra faccia. La vera rivoluzione del genere iniziò con lo sciagurato avvento sul mercato del Nintendo Wii, che fece del motion controller la sua caratteristica. La console veniva infatti venduta priva di joypad ma con un piccolo telecomando dotato di sensori di movimento interni che rendeva possibile interagire con i vari titoli della console. Dopo qualche anno comparvero sul mercato i Motion Controller anche di PlayStation 3 e Xbox 360 chiamati rispettivamente : Move e Kinect. Il primo sfruttava la telecamera Eyetoy, riadattata alla nuova generazione. ed un telecomando molto simile a quello di Nintendo (cambiava la forma che era cilindrica al posto del rettangolo). Il motion controller di Sony era effettivamente molto più preciso e reattivo di quello Nintendo che venne in seguito migliorato con l'aggiunta del motion plus, un piccolo attrezzo, che agganciato ai controller ne miglioravano le prestazioni e che fù in seguito integrato ai nuovi modelli di telecomando.Kinect invece rinunciò completamente a qualsiasi tipo di controller utilizzando solamente un sensore da porre sotto la televisione e che consente di utilizzare ogni parte del corpo e qualsiasi oggetto disponibile per giocare. Ed ecco quindi un piatto diventare un volante ed un manico di scopa diventare una spada. Purtroppo il sensore Kinect è di tutti e tre i controller quello più impreciso e meno reattivo, nonostante si avvalga di un'ottima funzione vocale che ci permette di comandare la console ed alcuni giochi solo impartendo tramite voce i nostri ordini.
Grave pecca di questi motion controller (che di per se stessi sarebbero anche una buona invenzione) sono i giochi. Le produzioni nate per questo tipo di oggetti sono, molto spesso, dei pessimi giochi pieni di problemi e trasudano di inutilità. Unici titoli che si salvano sono i cosiddetti "giochi di pistola", che grazie alla precisione di questi controller hanno giovato del cambio dalle periferiche a pistola delle scorse generazioni e qualche sporadico titolo come i Mario Galaxy ed alcuni giochi di guida.
Numero 1, Nintendo:
Ebbene si, al primo posto delle cose che più ho odiato di questa generazione c'è proprio lei, la casa di Mario. Devo premettere che io e Nintendo non siamo mai stati grandi amici vista la sua propensione ai platform, ed agli innumerevoli pupazzi che hanno sempre accompagnato le sue console. Ho però sempre riconosciuto che console come Nes, SuperNes, GameCube ed i vari portatili fossero delle ottime macchine .
In questa generazione però Nintendo ha voluto approfittare dell'ingenuità, ed ha speculato e sputtanato il mondo del videogame trasformando quella che avrebbe potuto diventare una forma d'arte in una ridicola pantomima. Mi spiego meglio: l'uscita di Wii, come dicevo nel punto 2, fu caratterizzata dalla scelta, ripeto sciagurata, di non inserire un normale joypad nella console ma di sostituirlo con un simpatico dildo di plastica. Inizialmente la macchinetta vendette più che altro tra gli affezionati Nintendo e i fan di Mario, dato che aveva Mario Galaxy come Killer Application di lancio. Dopo qualche mese, il grande pubblico scoprì Wii sports e l'idea di poter giocare a ping pong agitandosi in soggiorno fece molta gola ai meno avvezzi al mondo dei videogames, mentre gli hardcore gamer guardavano una macchina senza senso che aveva solo 1 videogioco interessante.Piccolo "tra parentesi"....Nintendo Wii si presentava in un mercato in cui già esistevano PlayStation 3 e Xbox 360 con un Hardware di poco superiore a quello della precedente generazione di console (ovvero play2 Xbox e GameCube) cosa che di fatto rendeva impossibile ogni tipo di conversione dei titoli in uscita per le altre due console anche sulla macchina Nintendo. Solo Konami ed EA ci provarono con Pes e Fifa, ma il caratteristico controller Nintendo rendeva abbastanza complicato giocare ad un titolo calcistico. Fine del "tra parentesi".
Nintendo comprese immediatamente che non avrebbe potuto competere sul mercato dei videogames diretti agli hardcore gamers perchè Xbox 360 e Playstation 3 l'avrebbero ammazzata senza riserve. Decise allora di investire le proprie forze verso due categorie diverse di persone. I bimbiminkia e le fidanzate dei giocatori. I bimbiminkia avevano i loro pupazzetti, i loro Pokemon e potevano agitarsi senza sosta in salotto senza sentirsi sgridare, mentre le fidanzate dei giocatori venivano finalmente coinvolte in un mondo che fino ad allora le aveva esiliate per la loro incapacità di maneggiare un controller che non avesse una forma fallica. Fu allora che nacque la seconda grande sciagura portata da Nintendo ovvero la Balance Board. Con l'avvento di questa assurda periferica ogni cicciona col sedere chewingommoso del mondo si mise in casa una macchina Nintendo convinta che, stare seduta due ore a tenere accesa una candela virtuale avrebbe magicamente reso quel quintale di bovino adulto una filiforme modella da copertina di playboy. I fidanzati più stupidi abboccarono a questa "nassa" tirata da Nintendo, mentre quelli più svegli capirono che, fino a quando la fidanzata si fosse trastullata con la Balance Board, loro avrebbero potuto giocare in tutta tranquillità Uncharted, Gears of War e sfidare tutti i loro amici ad interminabili tornei di Pro Evolution Soccer.Non contenta della truffa perpetrata in questi ultimi anni Nintendo ha deciso, con un colpo a sorpresa di presentare all'E3 del 2011 una nuova console dal poeticissimo nome di Wii U.
Tutti rimasero scioccati dal fatto che avesse anticipato tutti rilasciando una nuova console quando ancora, nè Sony, nè Microsoft, avevano accennato ad una possibile nuova macchina da gioco. La verità fu presto svelata. In realtà la nuova nata di casa Nintendo altro non sarà che una console con l'hardware che già montano Playstation 3 e Xbox 360. Naturalmente si guardano bene dal dire che la tecnologia che sfruttano è vecchia, e ti bombardano con slogan che inneggiano ad una nuova generazione di fatto mentendo ed imbrogliando l'utenza con bugie e falsa informazione. Ovviamente anche in questo caso Nintendo vuole stupire e lancia ai suoi pesciolini inconsapevoli un'esca a forma di tablet. Il controller di questa nuova macchinetta è infatti un assurdo incrocio tra un controller ed un tablet. Ora l'idea non è del tutto malvagia in quanto nel monitor del tablet si possono visualizzare mappe statistiche e quant'altro, ma è una feature che già è presente su Xbox 360 e funziona con qualsiasi tablet. Inoltre nello spot pubblicitario, mostrano che il tablet può essere utilizzato per giocare ai giochi senza che sia necessario impegnare un televisore. Beh....certo....utilissimo....considerando che non ti dicono che puoi giocare per circa 10 minuti prima che la batteria del tablet/controller si esaurisca e che, comunque, credo non esista più un solo bambino/ragazzo/giocatore che non possegga un proprio televisore a cui attaccare la console.
Ovviamente anche questa console nasce con un Mario come titolo di lancio, a fare da specchietto per le allodole ed attirare i poveri gonzi. Ma questa si fregia del porting di alcune grandi PI quali Batman Arkham City, Darksiders 2 e (ahimè) Mass Effect 3. Inoltre si vantano anche dell'esclusiva di Zombi U e di Bayonetta 2. Il primo e' un gioco sviluppato da Ubisoft che nei suoi primi giorni di vita ha collezionato dei poco lusighieri voti come 4.5 su Gamespot e 73/100 su NintendoLife (cioe' su un sito che parla solo di Nintendo gestito da Fanboy Nintendo....non dico altro). Il secondo e' invece un titolo di SEGA che non ha convinto i giocatori ed è diventato un gioco per soli appassionati.Ultimo e poi giuro che con questa chiudo, la simpatica questione della longevità; già perchè alla fine dei conti una console che nasce con un hardware vecchio di 6 anni non può sperare di durare poi molto. Probabilmente già durante il prossimo anno verranno annunciate le nuove console di Microsoft e Sony le quali, da quanto promesso in questi primi mesi di rumors, saranno dotate di hardware in grado di rivaleggiare con i migliori personal computer di ultima generazione. Ciò porterà inevitabilmente ad un totale abbandono della console da parte delle maggiori software house che si dedicheranno allo sviluppo di titoli per le nuove console lasciando alla sola Nintendo lo sviluppo di titoli per la sua nuova nata.

























